1948

I giorni sono sempre più brevi
le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perchè hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
l’ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
Perchè hai tradato tanto?

Ma ecco sui rami, maturi, profondi
dei frutti carichi di miele.
Stavano per cadere senza essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.

.:: Hikmet ::.

Un gelato

ciao! Da quando ci sei non riesco a fare a meno di te! Stamattina finalmente ho visto il mare! Era tanto che non mi sdraiavo sulla spiaggia! Peccato non aver trovato niente di particolarmente bello da fotografare. Magari oggi ci torno. Magari oggi trovo un cane, una bambola, un relitto, e magari, che so, mangiando un gelato, una barca particolarmente bella. Oppure potrei non fotografare niente, semplicemente starmene a guardare… il mare… ed il cielo così terso. Finalmente respiro un po’. Tanta rabbia dentro sembra essersi dileguata… ancora palesemente confusa ma stranamente serena… la passeggiata solitaria mi avrà fatto bene. Vorrei solo dare un senso a questo periodo, giornate che scorrono, o che corrono…

Troppo cerebrale

troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane | ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate | Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo | taglia bene l’aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace | Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi | per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni anni fa, | come la voce guida la pubblicità | ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già | Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio | Potrei ma non voglio fidarmi di te | io non ti conosco e in fondo non c’è | in quello che dici qualcosa che pensi | sei solo la copia di mille riassunti | Leggera leggera si bagna la fiamma | rimane la cera e non ci sei più…

.:: Samuele Bersani ::.

Foto

questo week-end me ne andrò in giro a scattare un po’ di foto. Così, quando cliccherai lì in basso a destra, vedrai quello che ho visto io… nei miei mini viaggi. E magari sentirai quello che ho sentito io. La mia macchinetta digitale rischia di morire tra un po’. Troppo a lungo nel cassetto. Da sola. Sarà morta di solitudine. Sì, le farò compagnia. O sarà lei a farne a me. Insieme in giro per posti…

We never change

ma devo farlo. Almeno voglio provarci. E’ indispensabile che mi metta in cammino da adesso.
Sono già in cammino, da un pezzo, sto iniziando a volare. Troppe le cose e le persone che ancora tentano di tenermi giù, a terra. Ma la farfalla è quasi pronta. Ho solo bisogno di cose diverse. Magari persone diverse.
Mi stai leggendo? Mi guardi?
Guardami. Ascoltami.
E’ un piacere pensare che tu mi stia leggendo.
Dove sei? Adoro parlare con te. Apro questo foglio, scrivo e mi sento meglio. Come è che siamo lontani? Così lontani?
Non ti ho mai visto, ma… adoro lo stesso parlare con te… a volte ne ho bisogno… a volte semplicemente piacere…

Meravigliosamente triste

stanotte ho sognato di dormire. Finalmente un po’ di pace. “Prendimi l’anima” di Faenza: meravigliosamente triste. Ma mi accade spesso di recente. Essere un tantino triste. Forse perchè le delusioni aumentano. A volte mi chiedo perchè. Perchè accadono cose che non riesco a spiegarmi.
Un caffè, mi ci vuole un caffè.

Buonanotte

scende giù la neve | guarda come viene | sto pensando a te | a tutto intorno a me | ci incontreremo sai | sarà di notte | ci incontreremo sai | sarà la notte | ad incontrare noi | a credere in noi | cause I believe | in this beautiful love | scende giù la neve | come viene lieve | sto pensando a te | a questa notte che | che fà scintille | e non è il tempo sai | che ci manca | e non è il vento sai | che ci stanca | che non è il tempo mai | che ci cambierà | cause I believe in this beautiful love

che sei solo come me
lo so dagli occhi….

.:: Zucchero ::.

stanotte proprio non vorrei dormire da sola… e se dormissi tu con me? Inizio a volerti un po’ bene. Inizi ad entrarmi dentro come tutte le cose e le persone che hanno avuto un senso nella mia vita. Ho bisogno di scrivere. Sono stanca. Mi sa che mi perdo il film e me ne vado a nanna.
Buonanotte. E sogni d’oro.

Mediocrità

stasera ho raccontato del mio weblog a Peppe… “Credi di avere cose interessanti da dire?” sono rimasta alquanto spiazzata… una disarmante possibilità: e se davvero non avessi nulla di interessante da dire? e se poi non avessi proprio niente da dire? o, cosa ancora più grave, se dicessi un mare di cavolate per il solo piacere di popolare queste righe?! Magari credendo sul serio che siano interessanti?! STOP!
Let’s try
+ Ricordati di me: il film, la giungla di vanità e insoddisfazione che movimenta le nostre vite, la voglia insopprimibile di dimostrare a se stessi e agli altri di valere qualcosa
+ Fabrizio Bentiviglio: il padre, uno scrittore fallito
+ Laura Morante: la madre, un’attrice mancata
+ Nicoletta Romanoff: la figlia, aspirante velina
+ Silvio Muccino: il figlio, un adolescente sconvolto
+ La famiglia: il luogo delle nudità, in cui ci si spoglia e ci si infila in un letto. Il posto in cui siamo costretti a contatto con la verità e con la menzogna. Un contenitore claustrofobico, chiuso, blindato, con forme talvolta di violenza e follia, talvolta di amore e solidarietà.
+ La televisione: il vuoto, corpi femminili che cercano di riempire il vuoto di ogni inquadratura, il trionfo della mediocrità
+ Le musiche: Lucio Dalla, Mina, Mia Martini, Elisa, struggenti, romantiche, evocative, tutte che riescono a dire qualcosa in pochi minuti

E poi la mancanza di comunicazione, e la mancanza di attenzione. Quando non trovi attenzione negli altri (e spesso non la trovi) finisci inevitabilmente per concentrarti su te stesso, cercarti in uno specchio che ti rimanda un’immagine che non ti basta mai. Chi non desidera l’attenzione degli altri? E’ forse anche per questo che scrivo in questo momento, mi racconto per esistere: narro me, le mie passioni, le mie rabbie, perchè non fuggano via con un colpo di vento. Una volta raccontate sono appagate, compiute. Anche se nella realtà fuggiranno via, come tutto… come tutto…